Gentile cliente (nove),
Ottobre 31, 2007
Oggetto: il suo logo
Mi secca dirglielo, ma la sua idea di cambiare il logo della Sua azienda non è delle più azzeccate.
Dal momento che una settimana fa siamo usciti in pubblicità nelle riviste di settore per lanciare la sua nuova immagine e il suo nuovo logo in vista della fiera, non credo sia opportuno cambiare il logo; sarebbe l’evoluzione più rapida di tutta la storia: due settimane dal cambiamento del logo originale, vecchio di vent’anni, per poi passare ad un altro. Non si fa.
Certo che il brief è stato appassionante: vederla aprire il suo portatile per far partire Batman begins e cercare il fotogramma esatto in cui si vede il logo della Wayne Enterprises è stato un momento topico.
Cordialità,
l’account
batman, cliente, logo, wayne enterprises
Original post by account
Appendi
Ottobre 31, 2007
Solo l’appendiabiti prodotto dall’Italiana Seletti (in vendita anche su Lekker Home per 68 dollari), riesce a comunicare e a svolgere la sua funzione in maniera così semplice. Difficile essere più chiari!
Sono i progetti sobri ed intelligenti come questo, che potrebbero essere realizzati da una persona qualunque come da un designer di grido, a diventare spesso i miei preferiti.
Original post by Stefano Ricci
l’ironia della Pubblicità Contestuale…
Ottobre 31, 2007

Rassegna stampa dopo pranzo: su Repubblica.it c’è la notizia di un atterraggio d’emergenza a Fiumicino di un aereo Alitalia!
Ma l’annuncio rassicura tutti! Spero
Il link è questo, se siete fortunati lo beccate anche voi!
P.S. Grazie a Massimiliano per la segnalazione!
Original post by Marco Dal Pozzo
Buongiorno Italia.
Ottobre 31, 2007
Buongiorno Italia buongiorno Maria, con gli occhi pieni di malinconia.
Bestiario, Comunicazione, Stampa
Original post by Matteo Bianchi
The Future Department & The Next Issue
Ottobre 31, 2007
È con vero piacere che ho l’onore di annunciare la nascita del Future Department, un’iniziativa di business community e networking internazionale, cui ebolaindustries è stata invitata ad aderire per prima in Italia. La prossima settimana cercherò di raccontarvi meglio come funziona, cosa offre e come si può entrare a farne parte.
La cosa più interessante è che prima di essere business-oriented, il progetto è decisamente content-oriented, per cui offrirà una grande opportunità di interscambio con una community selezionata e internazionale.
Ma c’è di più, il Future Department lancia anche una rivista, The Next Issue, il cui numero zero è in uscita a novembre. L’idea originale è che mentre, normalmente, in ogni altra rivista gli articoli pubblicati rappresentano la fine di un viaggio, il tema è stato trattato, e l’autore e il lettore passano oltre, qui ogni articolo pubblicato sarà invece il punto di partenza, sviluppato e condiviso da un gruppo speciale di autori: i lettori saranno infatti anche i collaboratori. Il primo numero prevede un ricco editoriale in cui sono stati invitati a contribuire oltre 70 persone da tutto il mondo. Tra queste ci sono anch’io
Il tema dell’editoriale risponde al seguente interrogativo: “, quali sono le sfide che state affrontando ogni volta che vi trovate a realizzare progetti e idee innovativi, in un contesto come quello attuale, imprevedibile e fortemente orientato al cambiamento?”
Per chi volesse approfondire il tema, a seguire troverete la mia personalissima risposta.
"I’ve been in the business of strategy, brand and communication for over 10 years now, working internationally as well as in my main market, Italy. Not a very long time compared to many other experts and gurus, but enough to recognise that we’ve come to a critical turning point, almost an evolutionary step, as it never happened before. Everything is changing, not one thing at the time, but all together, each one affecting the other: people, media, environment, behaviours, needs, attitudes. And most importantly, they’re changing rapidly, unpredictably, turning conventions upside down and creating a totally new environment. We’re all invited to join a new world, where communication needs to find a proper place, approach and rules of engagement. No turning back point: things we’ll never be as they were before.
It’s all very exciting, uneasy and challenging. From now on, bringing ideas to fruition will almost demand a reverse engineering process: the capacity to question everything, to break rules and conventions in the way we used to do things and very often to re-start from scratch.
But one challenge sits above all: it’s called complexity. Recognising the fact we’re moving towards an environment ruled by complexity is the first step. Even though the question remains the same, “How do we create effective communication, that enables relevance of brand-contents and eventually engages people (no more consumers, nor target)?”, the new answer lies in the world of complexity.
The challenge is apparently odd: brands are complex, whereas people look for ideas that ought to be simple. Is this a contradiction? I don’t believe so. I think that complex doesn’t mean complicated and, most importantly, doesn’t have to be complicated. Complexity is about multiple layers of meanings and connections, it’s about interactions, it’s about having multiple expressions and nuances under a unique fil rouge or a consistant thought-idea. I always think of Nike as one of the best examples of a brand that is complex in its nature and continously changing expressions, but never contradictory, nor complicated, nor distant or un-emotional.
I keep repeating myself that a complex thing is not a complicated thing. Having said that, this is only the edge of this iceberg of challenges that complexity brings into the game. Hence, bringing an idea to fruition in this context where we need to challenge complexity has many further implications and other challenges.
Strategy&creativity integration is the very first: the idea generation process is becoming more and more of a continuum between strategy and creativity. The two things will need to work together, often osmotically, back and forward, jumping from one to the other. They need each other evermore, at different levels and stages. You cannot be irrelevant and you can’t afford not to engage and involve your people.
This in turn lead to a further challenge, that concerns the way traditional agencies run their creative process and the way agencies are structured and organised. How are we going to organise the workflow in a way that ensures the development of a media-neutral idea with many stakeholders and contributors? Moreover, the people and skills that are needed in the idea generation process are expanding and moving across categories: creatives alone are not enough, strategists neither… how do you bring into the process the technological skills, the understanding of the way certain things can actually be developed and executed? Let’s just think of the implications of ideas that have implications for mobile, Bluetooth or rfid, or whatever next. Or even, what other skills do you need if you want to turn your brand into a content producer, not an advertiser?
And this brings in another critical challenge when thinking about fruition of ideas: execution. I have the strong feeling that execution is becoming a critical area of effectiveness for the success of an idea. Ideas that are great on paper need to be turned great in reality and this brings a much bigger emphasys and attention on the executional elements of a project. With traditional media like tv and press, the process was relatively easy, controllable and ownable. But what happen when the project is integrated and it requires each time, a completely new sets of skills, specialistic expertise, innovative technologies?
Different players, the best in each field, have to be grouped together and made to work together under a leading voice. Will this be the voice of the advertising agency? I think this is the ultimate challenge: to regain in front of clients the core, leading expertise in the development of communication ideas for the brands we are asked to look after. This is what communication agencies should build their credentials and reputation in the future: the key owner and developer of real integrated ideas, able to build authentic, relevant and engaging relationship with brands".
mr white
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Tags: riflessioni, futuro, advertising, virale
Original post by mwhite
Idealista.it: “user generated” real estate
Ottobre 31, 2007
Vincenzo di Idealista.it, portale immobiliare di cui avevo parlato qualche tempo fa, mi segnala che sono ora disponibili on line i video annunci girati dai consumatori. Ottima integrazione di questo stumento ormai “pane quotidiano” per gli internauti, e soprattutto ottimo il fatto che gli utenti collaborino (in uno spirito da “network sociale”) alla costruzione del servizio in sè.
Un pò come in eBay, come leggevo su Nòva della scorsa settimana (davvero ben scritto il reportage di Mantellini dal “Web 2.0 Summit” di San Francisco): il CEO del popolare sito di aste on line ha dichiarato che i contenuti sono per il 95% farina del sacco degli iscritti. Il resto è architettura tecnologica e controllo su attività fraudolente e transazioni.
Original post by Gian Maria Brega
IAB Forum 2007
Ottobre 31, 2007
Ultimo giorno per iscriversi all’edizione 2007 dello IAB forum, il convegno sulla pubblicità interattiva in italia e un avvenimento che in pochi anni è diventato il momento d’incontro più importante per tutti coloro che si occupano di advertising online.
Se già l’edizione del 2006 è stata rilevante per il fatto che quello è stato un anno di forte crescita ed espansione per la pubblicità digitale, sono curiosa di partecipare a questo nuovo appuntamento per scoprire come si è evoluto il mercato nel 2007.
Trovo particolarmente interessanti gli incontri delle due mattinate, il 7 e l’8 novembre: si parlerà dell’evoluzione dei media, di come le community avranno effetto sui brand, di quale ruolo assume il digitale nel media mix visto il nuovo ruolo del consumatore.
Tutti spunti da cui poi poter fare delle riflessioni.
Io, Mrs Purple, ci sarò. E forse ci sarà anche Mr White
C’è qualcuno di voi che ha intenzione di partecipare e si vuole unire?
Pubblicato da MrsPurple | Commenti (1)
Tags: eventi
Original post by MrsPurple
Vecchie tendenze
Ottobre 31, 2007
L’altro giorno ho ascoltato su Virgin Radio la pubblicità di un antirughe maschile! Fino a pochissimi anni fa sarebbe stato impensabile accostare un prodotto anti età alla musica rock.
Stiamo diventando un paesi di vecchi, che ricorda le rivoluzioni passate ma non immagina quelle future, perché i giovani sono troppo pochi e troppo poco affamati.
Ma Mick Jagger si spalma la crema tutti i giorni, o va direttamente di chirurgia plastica?
Original post by Stefano Ricci
Heinz e gli UGC
Ottobre 31, 2007
Abbiamo già parlato del caso zooppa e di come le strategie di comunicazione tendano sempre più a spostarsi in un’ottica di produzione e diffusione delle informazioni relative alla domanda. Sempre più sono i casi in cui sono i consumatori stessi ad interpretare il brand e a lavorare sul contenuto della comunicazione…In tema di “consumer generated content”, la marca di Ketchup Heinz ha operato in maniera del tutto simile al già citato caso di Zooppa. Sul sito http://www.topthistv.com Heinz ha messo in palio 57 mila dollari per l’utente che ha realizzato la miglior pubblicità sul ketchup, secondo i criteri di raffinatezza, popolarità e simpatia.
Gli utenti si sono sbizzarriti nel creare dei video molto originali, che possono essere visionati sul sito linkato sopra, dimostrando una fantasia notevole e discostandosi spesso dai clichè della pubblicità tradizionale. La maggior parte sono video spiritosi, realizzati anche con una certa perizia e una capacità nel montaggio e nella selezione delle scene: si va dalla personalizzazione dei barattoli di ketchup Heinz che difendono una patatina dall’aggressione di maionese e mostarda ai giochi di alcuni ragazzini che giocano a bowling mirando i barattoli di ketchup Heinz, con il padre che in tuffo si sacrifica per “salvare il gusto” di Heinz. Molte utenti inoltre dimostrano di conoscere con buona approssimazione il mondo della pubblicità dato che tentano spesso di creare anche un claim interessante, come appunto “save the taste” oppure “Heinz, the kissable ketchup”, claim del vincitore. A mio modo di vedere è discutibile la scelta di far vincere il mieloso video di “The kissable ketchup”, anche se per la verità si è tenuto conto del target familiare del prodotto.
Una seconda iniziativa di Heinz ha dato come risultato il video presente a questo link http://www.youtube.com/watch?v=rpVgr0Zvrl8, in cui viene presentata una classifica dei vari utilizzi del ketchup Heinz, anche questi totalmente suggeriti dai consumatori. Heinz ha ricevuto addirittura più di 4000 proposte: ha operato quindi una selezione delle proposte migliori e le ha rielaborate attraverso un attore assunto per l’occasione. Il risultato comunica in maniera non convenzionale l’utilizzo del prodotto, anche se Heinz raccomanda la modalità d’uso presente al primo posto…In questo caso l’esecuzione tecnica dello spot è rimasta in mano ad Heinz, mentre il contenuto è stato proposto dai consumatori.
Per Ottobre 2007, Heinz cavalca l’onda del successo affidandosi ancora una volta alla creatività dei consumatori e mettendo in palio sempre 57 mila dollari: così facendo Heinz coinvolge un ampio gruppo di consumatori in prima persona; a basso costo si permette di vagliare una moltitudine di spot utilizzabili per le campagne tradizionali e ottiene feedback importanti su come i consumatori percepiscono il prodotto. Il vincitore di questo nuovo concorso avrà la possibilità di vedere il proprio spot in onda in televisione.
Original post by Giorgio Soffiato
P.S. (Pensieri Sparsi): emisfero destro vs. emisfero sinistro?
Ottobre 31, 2007
Ho avuto l’onore di essere una delle 72 persone contattate da The Next Issue, il nuovo mensile che guarda al futuro della creatività globale, per rispondere a questa domanda: Quali sono le sfide che state affrontando ogni volta che vi trovate a realizzare progetti e idee innovativi in un contesto come quello attuale, imprevedibile e fortemente orientato al cambiamento? Posto quello che ho scritto a proposito.Ciò che è profondamente cambiato, da qualche anno a questa parte, è che la crescita di internet e l’arrivo dei media non convenzionali ha dato nuova linfa ed entusiasmo alla creatività, e questo per fortuna anche in Italia. I criteri di progettazione di un tempo sono assolutamente superati, per cui oggi non si pensa più a una campagna che possa funzionare solo su media classici come tv, radio o stampa, ma semmai a un’idea (media neutral idea) che sia talmente forte e flessibile da poter essere applicata in qualsiasi campo dell’attività umana. Il creativo di oggi deve essere ancora più eclettico di quello di ieri. Niente gli è negato: la sua possibilità di spaziare nella creatività è infinita, amplificata dal fatto che ogni cosa o oggetto gli suggerisca la sua immaginazione può essere trasformato in un media. Potremmo descrivere questa situazione rivoluzionaria ed eccitante come il valhalla dell’emisfero destro se non fosse che alla fine bisogna dare una perfetta coerenza a quest’esplosione di sinapsi e di spunti frammentari. Ed è proprio qui che entra in scena l’emisfero sinistro. Preparare una presentazione creativa, oggi, richiede molto più tempo ed energia di qualche anno fa. Si affrontano progetti così complessi e sfaccettati che a un creativo non è solo richiesta una sempre più vasta competenza professionale, ma anche la massima lucidità. Perché è sufficiente che uno degli elementi risulti distonico rispetto al disegno generale affinché il progetto perda forza. La cosiddetta comunicazione integrata richiede questo immenso sforzo. Se da una parte c’è la voglia di addentrarsi in territori finora inesplorati dalla creatività, dall’altra c’è la consapevolezza che il tutto deve essere perfettamente fedele a una strategia. Emisfero destro contro emisfero sinistro, insomma, la vecchia sfida di sempre, ma questa volta all’ennesima potenza. Di conseguenza, la vera sfida che oggi ci apprestiamo ad affrontare è quella di riuscire a far convivere insieme questi due emisferi antagonisti. Perché è solo con idee originali che possiamo continuare a catturare l’interesse di persone sempre più sfuggenti e, allo stesso tempo, è solo con strategie precise e pertinenti che possiamo continuare a rispondere alle strategie di un marketing che a sua volta si sta velocemente evolvendo.
Pubblicato da mizioblog | Commenti (7)
Tags: pensieri sparsi
Original post by mizioblog
Links for 2007-10-30 [del.icio.us]
Ottobre 31, 2007
- Widgets in stile OSX su Ubuntu Gutsy 7.10
Gli Screenlets includo piacevoli effetti di trasparenza e, pertanto, necessitano di un gestore di finestre come Compiz.
Original post by 4 EveR YounG BloG
Ma vi siete messi d’accordo?
Ottobre 30, 2007
E’ dall’inizio di Ottrobre, cari clienti, che vi ricordo che l’agenzia sfrutta il ponte per le festività dei defunti.
Lo so, forse siamo pigri, sfaccendati…
E’ solo che abbiamo bisogno di ricaricare le pile: starvi dietro è una sfida affascinante, eccitante, divertente, ma stancante.
Quindi non potete venirmi a dire che vi servono sette cataloghi per una fiera che inizia ieri dopo un silenzio di un mese e mezzo: non si fa così.
Comunque domani è l’ultimo giorno: regolatevi!
Original post by account
Italy: the green lie?
Ottobre 30, 2007
La settimana scorsa avevo ripreso qui una ricerca presentata da The Guardian che segmentava i consumatori sulla base del loro atteggiamento nei confronti dello sviluppo sostenibile e di quello che si aspettano dalle aziende. Mi sono fatto coraggio e ho contattato la giornalista autrice dell’articolo, Carrina e ho chiesto qualche informazione in più. Lei molto gentilmente ha risposto, "cheers Carrina" e mi ha mandato un po’ di materiale per approfondire il loro lavoro. Confesso di non aver ancora dato sfogo alla mia curiosità, ma la prima slide che mi è passata per le mani è il dettaglio della segmentazione by country che trovate qui sotto.
Ho fatto ricerche di mercato per molti anni, ho lavorato a livello internazionale, ho avuto modo di vedere e capire le tendenze e gli approcci alle risposte e alle ricerche da parte dei consumatori. Vedendo questa chart e soffermandomi sul risultato italiano mi è sorta spontanea una riflessione, che ha portato al titolo, “the green lie”. Non sono infatti così sicuro che in Italia ci sia tutto questo commitment e comportamento attivo nei confronti del tema green. Allora come si spiega il numero dei “positive choosers+committed”, secondo solo a quello di Spagna e Australia?
MI sono dato 2 spiegazioni, entrambe ipotesi ovviamente, ma credo di non essere molto lontano dalla verità:
1. gli italiani vivono con il complesso dell’immagine e della reputazione, oltre che con uno spiccato senso del peccato, per cui chi mai oserebbe dire che non è preoccupato per la terra e che non vuole fare qualcosa per salvarla? Chi, in pubblico, di fronte ad un intervistatore, avrebbe l’ardire di dire che non gli interessa nulla della cosa, a meno che non ci sia un vantaggio effettivo anche per lui? Stranamente, i “conveniently conscious”, quelli che guardano al trade-off costi-benefici, sono molti meno delle aspettative nel nostro Paese. Ma ne siamo così sicuri?
2. esiste un acclarato distacco tra il dire e il fare nel nostro Paese. Sembra essere un male sistemico, ma in pratica molti in Italia dichiarano una cosa e ne fanno un’altra, o non fanno esattamente ciò che dichiarano. È una sorta di dichiarazione d’intenti che poi trova 1000 scuse o giustificazioni per cui non se ne fa più nulla. Forse il fenomeno appartiene alla nostra indole mediterranea, più positiva e idealista di quella magari pragmatica e concreta dell’Europa del Nord. Basti vedere ai risultati della Spagna per estendere la riflessione. Aggiungo che il dato non è sorprendente, ma ricalca pari pari una tendenza che emergeva in quasi ogni progetto di ricerca internazionale che affrontavo. Il gradimento delle campagne pubblicitarie o il livello di commitment (ideale) verso un brand era sempre più grande, più positivo e più espansivo in Italia e Spagna che non in Francia, in Germania o in UK.
The Green Lie è tutta qui: gli italiani dicono una “bugia bianca” per non venire meno all’importanza ideale di dover far qualcosa per salvare la terra.
Ma nei fatti? Siamo sicuri che nel nostro Paese ci sia già un mercato potenziale di consumatori così recettivi? Quanti si fiderebbero di una ricerca di questo tipo per lanciare o sviluppare il marketing di un prodotto autenticamente sostenibile, con tutte le implicazioni di prezzo, distribuzione, design, performance di prodotto? Come si spiega, razionalmente, che in Inghilterra, dove da testimonianza personale di poche setttimane fa, posso assicurarvi che l’azione di green marketing è tangibile e in primo piano nell’agenda di cittadini, aziende e istituzioni, i committed siano solo la metà degli italiani? Forse sono solo più sinceri.
La via del green marketing è ancora lunga e impervia, ma attenzione alle ricerche, soprattutto quando in Italia si cerca di ricostruire un comportamento così ideologico come questo.
Pubblicato da mwhite | Commenti
Tags: futuro, green, consumatore
Original post by mwhite
La battaglia di esselunga
Ottobre 30, 2007
L’attacco, che si manifesta in un libro (Falce e Carrello) scritto dallo stesso Caprotti e a cui segue un esposto in procura, accusa le cooperative italiane ai danni della concorrenzialità del sistema distributivo nazionale. In particolare sono essenzialmente tre i punti su cui la questione si concentra:
- la denuncia alle coop per aver impedito ad Esselunga di presidiare determinate aree del paese, con esempi alla mano.
- L’applicazione di prezzi, da parte delle cooperative, mediamente più alti con maggiorazioni che raggiungono anche il 10-20% rispetto ad Esselunga; evento questo particolarmente grave dal momento che le coop sono organizzazioni dei consumatori, e tenere i prezzi bassi riducendo lo spread tra i costi d’acquisto e di vendita dovrebbe rappresentare la loro missione.
- Infine Caprotti punta il dito sul pagamento delle tasse mettendo in evidenza come le cooperative paghino un’aliquota fiscale del 17% mentre le altre aziende del 43%. Tali agevolazioni, quindi, per i motivi sopra indicati, verrebbero a perdere, secondo Caprotti, il loro motivo d’esistere.
Ora, più che concentrarsi sulle diverse accuse mosse cercando di capire quanto esse possano essere fondate o meno, sarebbe interessante valutare l’impatto che tale situazione ha comportato nei confronti delle due catene, in particolare:
si tratta di un fatto che interessa il consumatore medio oppure è un fenomeno destinato a suscitare discussioni solo sui tavoli di economisti e analisti del mercato?
Che impatto potrà avere questa accusa sulla store loyalty delle due insegne?
L’immagine di Esselunga ne uscirà rafforzata o indebolita?
Secondo il mio punto di vista, l’accusa mossa da Caprotti ha suscitato un interesse limitato da parte dei consumatori dovuto principalmente al fatto che i vari media si sono concentrati più sul “duello Esselunga-Coop” piuttosto che sui contenuti della “battaglia”.
Credo poi, che la forte fedeltà all’insegna da parte dei consumatori coop, unitamente alla scarsa e a volte confusa informazione che i media hanno dato all’evento, non dovrebbe portare a significative perdite di clienti da parte delle cooperative; in altre parole mi sembra che il tutto stia diventando una guerra ideologica e di immagine tra i due distributori destinata a sfumare a breve termine senza poi tante conseguenze nei rispettivi portafogli clienti.
Voi che ne pensate?
Fonti:
Corriere economia 1-10-2007
Il Sole 24 Ore 20-09-2007
Thomas Longo
Original post by Giorgio Soffiato
Il telefonino entra in casa, now!
Ottobre 30, 2007
Telecom trema. Il telefonino sta per entrare in casa, e ce lo porterà Vodafone, principalmente. Con telecom al 77% del mercato delle telecomunicazioni non si può di certo parlare di liberalizzazione totale, c’è ancora molto da fare. La compagnia “di Totti e Gattuso” ha messo sul piatto 500 milioni di euro per l’acquisto di tele2 ed altrettanti per investire sull’infrastruttura di rete. Ma cosa c’è in ballo?
Probabilmente la via che tutti cercano di imboccare in questo momento è quella dell’operatore unico, rispondere alle esigenze di comunicazione dell’utenza a casa, in ufficio ed in mobilità con un pacchetto di servizi che ne accolga le richieste. Il servizio vodafone casa permette di adottare anche per il telefonino il numero di casa svincolandosi da telecom, ma vodafone pensa anche ad altro, ad internet soprattutto: “se Tele2 si è affermata come rivenditrice low cost i traffico ex Telecom, il suo futuro sarà tutt’altra cosa” (Economy n°44 - 31 ottobre 2007)
Una Vodafone a tutto tondo insomma, ma anche e soprattutto un mercato delle telecomunicazioni in fermento, fattore sempre positivo per il consumatore finale. In un primo potenziale marasma di offerte il problema sarà orientarsi e capire chi meglio soddisfa le nostre esigenze, tutti pronti per il numero unico?
Per l’immagine: blogo.it
Original post by giorgio
Freitag Bags competition
Ottobre 30, 2007

Do per scontato che l’ 80% dei lettori di ELMANCO sappia come sono fatte le Freitag, ma forse mi sbaglio. Io ho scoperto queste borse circa 4 anni fa su una qualche rivista, ma ormai in Romagna le vedo ovunque, anche in contesti abbastanza diversi.
L’intuizione dei fratelli Freitag è stata vincente: nel 1993 i due svizzeri, entrambi graphic designer, hanno pensarono di costruirsi una borsa utilizzando i colorati ma sporchi teloni in PVC dei camion che vedevano transitare ogni giorno davanti casa. Impiegando anche altri materiali di scarto provenienti da veicoli diversi (le cinture di sicurezza delle auto, e i pneumatici delle biciclette) è nata una borsa diventata in poche stagioni oggetto di culto. Le Freitag bags sono impermeabili, resistenti a graffi e sporco, colorate e vintage. L’unico difetto? Costano parecchio per essere prodotte con materiale di riciclo, ma ogni modello è veramente unico, perché costruito da un operaio che ha personalmente scelto, tagliato e cucito il PVC. Sul sito Freitag è anche disponibile un’applicazione che permette a chiunque di scegliere e disegnare la propria borsa: prova anche tu!
La comunicazione Freitag è sempre acuta, coerente e BELLA: insomma un’azienda da prendere come esempio. Anche troppo, perché in tanti hanno copiato l’idea, ed ora sono innumerevoli le produzioni di borse e zaini fatte con vele, tele ed altri materiali usati… l’unico limite possibile è dato dalla fantasia.
Ad ogni modo, per tornare al titolo dell’articolo, volevo avvisarti che è stato indetto un concorso per disegnare il telone di un camion. Il vincitore riceverà 2.000 euro e vedrà la propria creazione scorrazzare lungo le autostrade europee per 5 anni, dopodiché il PVC sarà usato per produrre delle borse in edizione speciale.
Un’altra originale iniziativa dei fratelli Freitag.
Se vuoi partecipare, hai tempo fino al 31 gennaio 2008 per inviare il tuo progetto; trovi maggiori informazioni a questo indirizzo.
Original post by Stefano Ricci
Computer Game Museum
Ottobre 30, 2007
Per promuovere il Computer Game Museum di Berlino, l’agenzia Scholz & Friends ha pensato bene di approfittare delle impalcature che ricoprivano un edificio per simulare uno dei più famosi videogiochi conosciuti: Donkey Kong!
Usando solamente delle tele dipinte per rappresentare i personaggi, il palazzo è stato trasformato nei vari livelli del celebre gioco.
Pubblicato da MrsPurple | Commenti
Tags: guerriglia, ambient
Original post by MrsPurple
La costosa inutilit delloriginale a ogni costo
Ottobre 29, 2007
Esiste una mitologia che circonda chi lavora nel campo della comunicazione per cui, se uno non sfodera a getto straordinarie novità, non può avere successo. A maggior ragione, nell’epoca dei blog, vlog, podcast, social media, market conversations e wiki vari è difficile resistere alla tentazione di credere di dover realizzare prodotti comunicativi roboanti & eclatanti, pena l’essere considerato una nullità priva di talento.
E così, su questa scia, ecco il sito internet in total Flash, con il menù a tendina che ti scompare sotto al puntatore del mouse ogni volta che cerchi disperatamente di cliccare su un link, quasi fosse uno scherzo maligno. O il pieghevole che sembra un libro per bambini a tre dimensioni (di quelli che quando apri la pagina i personaggi si rizzano in piedi mentre alle loro spalle un castello si erge in un battibaleno) zeppo di informazioni troppo vaghe. O la serata in discoteca con tanto di personaggio famoso (magari calciatore o ex GF) dove la maggior parte degli avventori non sa neanche a che prodotto si fa la reclame (e neanche lo vuole sapere).
Risultati dell’operazione ? Quasi zero, a fronte di ingenti costi. Quando magari sarebbe bastato un mini sito tutto in HTML ma completo e sempre aggiornato (e con i link funzionanti bene) o un depliant con i testi giusti e i recapiti per contattare l’azienda e ottenere maggiori delucidazioni.
Sono poco trendy ? Può darsi, ma secondo me gli strumenti di cui sopra vanno bene quando li si sa usare con proprietà e soprattutto si è disposti a considerarli dei mezzi e mai dei fini, senza lasciarsi trascinare dall’entusiasmo della novità fine a se stessa.
Original post by Enrica Orecchia
LinuxDay 2007 - The Day After
Ottobre 29, 2007
Considero il weekend appena trascorso…dedicato all’Open Source, alla buona compagnia di cari amici blogger e ad un nuovo colloquio di lavoro…decisamente positivo e ricco di situazioni interessanti: rimango pienamente soddisfatto di questa trasferta milanese.
VENERDI 26/10/07 Alzataccia alle 04.30 per prendere l’InterCity Plus alle 06.20 in Ancona: poi ho recuperato un paio d’ore di sonno durante il viaggio di andata sul treno. Era da molto tempo che non ritornavo a Milano ed ero fortemente curioso di verificare come era cambiata la metropoli lombarda. Le condizioni meteo erano state avverse sin dalle prime ore della giornata…pioggia a catinelle…ma non mi sono fatto scoraggiare….zainetto in spalla, borsone a rotelle ed ombrello in mano e via…fuori dalla stazione…la prima tappa l’Hotel Verona: purtroppo l’ormai anziano Nokiovo e la sua consorte antenna GPS…stanno dando forti segni di cedimento (ormai li uso solo per la navigazione) non c’è verso di far prendere segnale…ho smanettato un po’ ma senza risultato. Non mi sono scoraggiato…sono ritornato analogico…chiedendo una cartina cartacea…mi sono orizzontato con i nomi delle vie. Comunque l’albergo è molto vicino alla stazione perciò ho trovato grosse difficoltà…dopo 10 minuti di cammino, sono già pronto per il check-in. L’unica stella che possiede l’albergo si vede subito…nel senso che è una struttura veramente spartana, di solito non mi formalizzo sull’arredamento mi basta che sia pulito, comunque con i prezzi che mi avevano sparato le altre strutture ricettive milanesi…un hotel così economico è andato più che bene.
Eccomi pronto…col biglietto giornaliero della Metropolitana in mano…mi sono addentrato nei meandri dell’underground milanese fino alla sede dell’azienda dove avevo un colloquio di lavoro 2.0: per adesso non dico altro…solo che il primo colloquio conoscitivo è andato bene e che incrocio le dita per il prossimo step!
La pioggia rimane incessante e costante…anche se infreddolito e con le scarpe fradice sono ritornato in centro e d ho fatto il classico giro turistico: Duomo, Corso Vittorio Emanuele, Piazza San Babila, Teatro alla Scala, Via Montenapoleone, ecc. Nonostante mi era capitata una giornata non troppo favorevole per vedere le principali bellezze di Milano, il giro è stato soddisfacente. Durante il tragitto ho fatto in tempo anche a vedere la scenetta di un folto gruppo di ragazzine adolescenti (aka Ragazza MySpace) urlanti verso la telecamera di MTV appollaiata su un balcone!
Nel tardo pomeriggio ho incontrato un’amica che lavora in centro…la stanchezza iniziava a farsi sentire…ma anche lei non era in gran forma così siamo andati a rifocillarci con un tè caldo al bar della FNAC: anche li ho trovato orde di ragazzi deliranti ma stavolta per la presentazione di Leopard nell’angolo riservato ai gioiellini di casa Apple.
Verso le 20.00 sono ritornato sfinito all’albergo…doccia bollente, una twittata veloce e sono crollato nel letto.
SABATO 27/10/07 Prima mattinata dedicata al trasferimento da Milano Centro a Cinisello Balsamo…check-in all’Hotel Villa Ghirlanda e mi sono fiondato subito dentro l’affascinate location di Villa Ghirlanda, purtroppo sono arrivato alla fine del Talk di Paolo Attivissimo…le ultime considerazioni a cui ho assistito sul discorso DRM sono state molto interessanti. Durante la pausa pranzo ho fatto quattro chiacchiere con Michael di ZioBudda e mi sono appropriato di una postazione con Xubuntu per leggere la posta, i feed ed i twitt della giornata. Nel primo pomeriggio ho partecipato ad un altro seminario interessante dal titolo: “Open Source, sicurezza, creatività e privacy nella vita di tutti i giorni” poi sono ritornato in albergo per una bella doccia ed un cambio di vestiti pronto per rimmergermi nel cuore della metropoli…sabato finalmente mi godo il centro con calma e senza pioggia.
Per cena convergo in zona Buonarroti a casa di Wolly…dove ho trovato ottimi commensali…Pinkemmy, Gioxx, DELyMyth, Marilù e Luciano. In casa era in atto una vera e propria Mac Install Fest: i primi 4 amici blogger citati stavano aggiornado i rispettivi MacBook al nuovo Leopard….sono rimasto a bocca aperta dalle nuove features di quel sistema operativo!
Dopo la buona cena, la serata è continuata “spaparanzati” sul divano di Wolly a guardare Ratatouille: un cartone animato molto buffo e divertente.
Ringrazio immensamente Paolo e Silvia per la squisita cena e l’ottima compagnia…appena mi sarà possibile contraccambierò molto volentieri, un altro ringraziamento speciale a Luciano che mi ha dato un provvidenziale passaggio in macchina per il ritorno a Cinisello. Al ritorno in camera all’Hotel Villa Ghirlanda ho trovato il buon Luca che era arrivato da qualche ora e che si stava rilassando in camera guardando un film sul notebook, giusto quattro chiacchiere col Prof 2.0 e ci siamo addormentati entrambi.
DOMENICA 28/10/07 Il talk principale della mattinata era quello su “Comunità e Reti. Esperienze a confronto” moderato da Luca e composto da relatori come Giacomo - Lifos, Gioxx - Mozilla Italia, Wikimedia ed altri rappresentanti della community…inizialmente impostato come un seminario istituzionale con tanto di aula magna, cattedra da 6 posti, video-proiettore…che per diversi motivi si è tramutata in una stupenda Conversazione dal Basso in stile BarCamp. In tutto eravamo in 10 persone, abbiamo messo le sedie a cerchio (alcuni si sono seduti anche per terra) ed abbiamo iniziato a conversare sulle tematiche stabilite. Ognuno ha portato la propria esperienza e considerazioni sui propri progetti nel settore…ne è scaturito un’interessante confronto di idee e consigli su come migliorare le proprie attività.
Mangiamo un boccone al volo a Cinisello e poi ci troviamo già catapultati in stazione centrale…già pronti per il viaggio di ritorno. Trovi un po’ di foto del weekend sul mio spazio Flickr!
Linux Day 2007 Rocks!
4 EveR YounG
Original post by 4 EveR YounG
Leopard Install Fest [Flickr]
Ottobre 29, 2007
4_EveR_YounG posted a photo:
4 MacBook si stanno aggiornando a Leopard contemporaneamente
Original post by 4_EveR_YounG
riflessioni dopo il Corso. Argomenti sparsi!
Ottobre 29, 2007
Durante il Corso di Posizionamento, Francesco, oltre a regalarci i frutti della sua esperienza, ci ha anche dato diversi spunti di riflessione. Sul mio quaderno ho perso moltissime note tanto da poter scrivere due o tre post. Ho deciso, però, non senza sforzi, di concentrare il tutto in questo.
E voi (soprattutto voi del Corso)? che mi dite?
Original post by Marco Dal Pozzo
Tastiera per i digital native
Ottobre 29, 2007
Il popolare sito collegehumor è uscito alcuni giorni fa con una trovata geniale, che meriterebbe di essere presa e trasformata in un’idea di marketing, come direbbe gianluca. Un’ottimo esempio di viralità che parte intrinsecamente dal design del prodotto e cattura appieno l’interesse dei potenziali interessati, soprattutto in termini di massima rilevanza. Sarà mai la prima tastiera delle txt generation, malati di IM o di twitter?
Pubblicato da mwhite | Commenti
Original post by mwhite
Cassettiera Satellite
Ottobre 29, 2007

La cassettiera Satellite, disegnata da Edward Barber e Jay Osgerby per Quodes, non passa inosservata. Il dettaglio più stravagante è senz’altro il piedistallo, che contraddice l’apparente semplicità dell’oggetto. Satellite può essere personalizzata scegliendo moduli di dimensioni e colori diversi.
Original post by Stefano Ricci
L’immobiliare verso l’aggregazione di reti e servizi. Nasce UNIRE
Ottobre 29, 2007
L’agenzia immobiliare “fai da te”, singola, che lavora nel proprio quartierino, è davvero al tramonto. Oltre al successo crescente del fenomeno franchising “classico” segnaliamo altre iniziative aggreganti, come la “neonata” UNIRE, che si presente come network e polo di servizi immobiliari globali. E’ proprio sul concetto di servizi che, secondo me, è giusto puntare, più che sulla “divisa” esterna, sul potere (per quanto importante) del marchio in sè.
Il franchising classico (anche al di fuori del segmento immobiliare) fa leva sulla brand awareness di un marchio per conferire valore aggiunto ai singoli punti vendita. Il marchio conosciuto generà fedeltà, infonde tranquillità e sicurezza al consumatore.
Il network di nuova generazione si configura invece come polo di smistamento e fruizione di servizi. La massa critica raggiunta consente al network logiche e vantaggi tipici delle reti. E soprattutto la possibilità di generare vero valore aggiunto per gli aderenti e i clienti finali, non solo (banalmente) nelle condizioni economiche migliorative di un mutuo casa.
Assistenza, partecipazione, condivisione: la partita si gioca sul coinvolgimento delle agenzie partecipanti, sulla loro capacità di costuire insieme un “organismo” dinamico, di sommare i contributi positivi di tutti. Ovvio che gli strumenti di social networking, e comunque la capacità di gestire adeguatamente la comunicazione interna, si rivelerebbero utilissimi alla causa. Un blog “corporate” aiuterebbe, per esempio, a condividere attività, notizie, informazioni. Altri blog “paralleli” e “locali” delle singole agenzie (magari inserite in un circuito generale di nanopublishing) potrebbero rafforzare il blog principale del network.
Forse con un pò di impegno e adeguate sedute di formazione specifica si raggiungerebbero buoni risultati. Senza scomodare Second Life, come ha fatto Gabetti. E si sfaterebbe il mito dell’agente immobiliare retrogrado, che appende cartelli squallidi in vetrina e non sa neanche accendere un PC.
Original post by Gian Maria Brega
Il futuro è nel Marketing Conversazionale?
Ottobre 29, 2007
Non so se siete a conoscenza della nascita del mitico blog MissTacchiASpillo. Per capire di più vi invito ad andare a dargli un’occhiata o leggere il lancio delle Whitey’s su Doublebblog
In un post ho iniziato un argomento che mi sta a cuore e che vorrei ripostare anche qui in ebolablog perché vorrei iniziare una discussione.
Grazie a Dr_Who e a Media Meter ho trovato i risultati di una ricerca, condotta dalla TWI Survey Inc.
Cosa è venuto fuori? In pratica entro il 2012 gli investimenti pubblicitari nei social media e in altre forme di marketing conversazionale sorpasseranno quelli sui media tradizionali.
Sarà vero? Sarà improbabile?
Io ci spero e nel mio piccolo lavorerò per questo.
Vediamo i numeri che, anche se sono noiosi, almeno rendono più chiaro lo scenario. La ricerca è stata condotta su 260 senior PR manager e professionisti di marketing e comunicazione USA:
il 70% dei manager intervistati attualmente spende meno del 2,5% in questo tipo di marketing
l’81% di loro prevede di spendere per il marketing conversazionale almeno quanto spende nel marketing tradizionale entro il 2012
2/3 di questi manager pianificano di aumentare questi investimenti già dal prossimo anno.
Possibili ostacoli a questa rosea previsione?
il 44% dice che possono essere causati dalla cultura aziendale.
il 47% ha paura di perdere il controllo di questi mezzi di comunicazione
il 45% trova ancora inadeguate le metriche per la valutazioni dei risultati di questi investimenti.
Che ne pensate??
Mi piacerebbe con oscere le vostre opinioni!
Pubblicato da MrsPurple | Commenti (2)
Tags: marketing conversazionale
Original post by MrsPurple
Il treno di Sony Vaio
Ottobre 29, 2007
Un paio di settimane fa ero in treno con l’amico Gianluca e tra una chiacchiera e l’altra ci passa in fianco un Eurostar (almeno mi pare…), rinomato mezzo di punta di Treni Italia, completamente tappezzato di pubblicità di “Sony Vaio”, nota marca di computer, e al momento esclamo “era ora!”… “Era ora” di cosa? Si chiederà qualcuno di voi… erano almeno un paio d’anni che pensavo al fatto che i treni potessero essere “sfruttati” come cartelloni pubblicitari in movimento, sarebbe, e di fatto forse lo è diventata, una manovra di marketing eccezionale: si bombarda di stimoli chiunque osservi facendo pubblicità ovunque e in una miriade di luoghi… nelle stazioni, ai passaggi a livello ( per chi aspetta tristemente in auto), per chi vede da altri treni (come è successo a me) e per chi sta in un qualsiasi posto in cui il treno sia anche lontanamente osservabile… è un’idea semplice ma geniale!
Nella mia idea originale, e non so se Sony e Treni Italia abbiano seguito anch’essi questo percorso, però gli “spot dinamici” che dovevano tappezzare i treni non erano fine a sé stessi ma, anzi, utili al rinnovamento della seconda società: l’idea di “colorare” i treni, oltre che rendere più allegri molti “vecchi e grigi vagoni”, permetterebbe un rientro di denaro che, se non sprecato ma, invece, attentamente reinvestito in risorse, potrebbe sostenere una buona parte di un eventuale rinnovo dell’azienda ferroviaria…
Ho visto delle pubblicità appiccicate sul retro anche di molti autobus e anche su qualche altro treno, ma non nazionale, ma quasi tutti i treni che vedo io sono dello stesso colore, e spesso nemmeno tanto belli da vedere ( mi riferisco a quelli più vecchi ovviamente) un po’ di cartelloni non farebbero altro che rendere l’atmosfera un po’ più allegra.
Spezzo altre due lance, una a mio favore e una contro: da un lato mi si potrebbe criticare che la pubblicità è sempre più invadente e che non se ne può più… “se adesso la mettiamo anche sui treni!”… giustissimo rispondo io, ma stavolta sarebbe per una giusta causa… almeno quella; dall’altro lato, invece, posso dire che per quanto strampalata credo che un’idea del genere sia sempre più utile di quei televisori sparsi per la stazione di Venezia di cui non capisco l’utilità visto che spesso non sento nemmeno l’audio…
Stefano Guerra per Marketing Arena
Original post by Giorgio Soffiato
Codice etico per la blogosfera?
Ottobre 29, 2007
Il lancio della campagna virale di Valda, la settimana scorsa, mi ha portato alla scoperta di un’iniziativa interessante: il “codice etico di coinvolgimento dei blogger”.
Da quando infatti, la blogosfera ha assunto il ruolo potenziale di aggregatore di conversazioni anche in materia di brand e, perché no, di comunicazione, il tema delle regole d’ingaggio è diventato sempre più una priorità. Ogilvy 360°Digital Influence ha prodotto una serie di guideline che nell’occasione del progetto Valda sono state, credo per la prima volta, implementate anche in un progetto italiano.
Il codice etico propone il seguenti approccio:
1. Ti contattiamo in quanto blogger perché rispettiamo la tua influenza e pensiamo di poterti offrire dei contenuti rilevanti e interessanti per te e\o per i tuoi lettori.
2. Non proponiamo ai nostri clienti di coinvolgere i blogger come una tattica bensì come un elemento complementare e coerente con la strategia generale del progetto. Non raccomanderemo questa iniziativa come la soluzione miracolosa per ogni campagna digitale.
3. Saremo sempre trasparenti e in ogni comunicazione via email che invieremo metteremo in chiaro chi siamo e per chi lavoriamo.
4. Prima di inviarti una email controlleremo se nella pagina “Chi sono”, “Contatti” o “Pubblicità” del tuo blog sia indicato esplicitamente che preferisci non ricevere comunicazioni da agenzie di PR\Marketing\Advertising. In tal caso non ti disturberemo.
5. Se hai indicato una modalità specifica per essere contattato, ci atterremo alle tue indicazioni.
6. Non faremo finta di aver letto il tuo blog se non l’abbiamo realmente fatto.
7. Nella nostra email inseriremo quello che pensiamo possa interessarti del prodotto, evento, messaggio del nostro cliente.
8. Non ti lasceremo in sospeso, e nel caso volessi contattarci ma la persona di riferimento dovesse essere fuori città o non disponibile ti indicheremo il contatto di un’altra persona che potrà risponderti.
9. Ti incoraggiamo a mettere al corrente i tuoi lettori dei nostri rapporti, e non ti chiederemo mai di fare diversamente.
10. Sei autorizzato a scrivere le tue sincere opinioni sulle informazioni o sui prodotti che ti abbiamo inviato (si puoi anche dire che non ti piacciono).
11. Se hai espresso la volontà di non essere più contattato, non riceverai altre comunicazioni da noi.
12. Se sei inizialmente interessato alla campagna, ma non risponderai ad una delle nostre email, ti contatteremo un’altra volta solamente. Se non risponderai a nessuna email allora ti lasceremo in pace e non riceverai altre comunicazioni sulla campagna.
13. La prima email che ti invieremo conterrà sempre il link al nostro Codice Etico di coinvolgimento dei blogger.
Mi piace l’approccio, condivido le regole d’ingaggio esplicitate, dirette, forse un pochino troppo istituzionalizzate. Immagino cosa potrebbe capire di questo codice un blogger non di marketing, ma di un ragazzino appassionato di skateboard… Trovo infine una leggera stonatura al punto 10, dove il “sei autorizzato a scrivere…” rischia di passare ancora come un retaggio del passato approccio da “conquistatore” del brand e/o del marketing dell’azienda. Il passo comunque è significativo: riconosce il ruolo dei blogger, si apre ad un coinvolgimento trasparente e certamente più paritetico di quanto sia stato finora.
Pubblicato da mwhite | Commenti (3)
Tags: blog, manifesto, blogosfera
Original post by mwhite
A small world
Ottobre 29, 2007
Nel caso non lo conoscessi già, ti consiglio di vedere “A small world”, un Flickr set con soggetti microscopici che ti strapperà sicuramente qualche sorriso.
(more…)
Original post by Stefano Ricci
Natale anticipato.
Ottobre 29, 2007
Per uno come me che non sopporta le feste comandate non è facile anticipare il Natale tutti gli anni. Mi conforto pensando che in fondo è il destino di ogni pubblicitario: lavorare sui prodottti natalizi quando la maggior parte delle persone pensa a tutt’altro. Venerdì e sabato abbiamo girato il film Pupa di Natale (è il quinto che seguo). La novità è che non ci sarà più un soggetto unico con Babbo Natale antagonista di Vanessa Incontrada, ma si tratterà invece di una multisoggetto di 10” dai contenuti onirici. Al momento non posso dire altro, accontentatevi di una foto scattata sul set.
Pubblicato da mizioblog | Commenti (10)
Original post by mizioblog
Pecoroni internazionali e sobri osservatori.
Ottobre 28, 2007
Quelli che si occupano di marketing in Italia si dividono in due categorie: i “pecoroni internazionali” e i “sobri osservatori“. Sui secondi è inutile dilungarsi, sono interessanti, ma non sono divertenti.
Il pecorone internazionale (international pecorone, come vorrebbe lui) è un caso divertente.
E’ sempre attento a tutto ciò che accade in America, conosce tutti i guru, ne ha letto tutti i libri e si riempie la bocca di citazioni esoteriche. Adora inoltre esprimere in tante parole concetti che altrimenti si potrebbero esaurire con una semplice osservazione.
Si dimentica spesso che il sistema italiano è diverso da quello americano e per lui tutto ciò che accade oltreoceano deve per forza accadere anche qui, da noi poveracci.
Appena c’è una novità stellestriscie la cavalca ciecamente.
Presto! Prima che lo faccia qualcun altro.
Quando ha sentito parlare di Second Life è partito per la tangente, ha chiamato tutti i suoi amici, anche loro pecoroni, e ha contribuito a farne un caso nazionale insieme ai cugini della stampa, regno dell’eccellenza ovina.
Un pecorone tira l’altro.
Egli non ha alcuna capacità critica e pochi spunti creativi. Tuttavia riscuote molto successo come enciclopedia ambulante e il suo impiego nel mondo del marketing non è sempre inutile. Basta saper filtrare ciò che dice.
Il pecorone è un professionista richiesto. Se in America non se lo caga nessuno, in Italia e nell’Europa che conta poco il suo immobilismo creativo è sovrastato dalla sua proverbiale memoria. Per questo viene pagato profumatamente quando partecipa a fiere e congressi.
Purtroppo il pecorone è difficile da tirare giù ed è ben inserito in un sistema autoriferito di pecoroni, quello italiano. La sua rete di conoscenze si estende all’infinito: il numero invidiabile dei suoi contatti in Linkedin vale come unità di misura della sua potenza virile e mediatica.
Il pecorone alimenta sé stesso e il suo sistema.
Riconoscerlo non è facile poiché gode di una certa fama e persino il sobrio osservatore a volte ne viene tratto in inganno.
Tuttavia la sua paura di sbagliare e di fare figure di merda di fronte alla comunità è grande quasi quanto il suo ego, e questo è il suo marchio a fuoco: seguendo il blog o gli interventi di un pecorone non sentirete mai dire “secondo me”, “non sono d’accordo”, “credo che in Italia sia diverso” e “ho la sensazione che”.
Tutto ciò che dice un pecorone sarà sempre coadiuvato da montagne di dati e dalle citazioni dei suoi amati guru.
Bestiario, Comunicazione, Corbellerie, marketing, marketing in italia, second life
Original post by Matteo Bianchi
Io (non) ho smesso così…
Ottobre 28, 2007
Ho fumato per anni, arrivando a fumare anche 1 pacchetto di Marlboro rosse al giorno… Poi un giorno ho deciso di smettere e l’ho fatto. Sono convinto che per smettere serva la volontà… null’altro. Quindi sono scettico nei confronti di rimedi medico/chimici tipo cerotti etc… se non vuoi smettere non lo fai.
Per quanto riguarda, invece, campagne di sensibilizzazione il mio parere è diverso. Personalmente su di me non hanno avuto effetto quando fumavo. Ma sono convinto che in questo caso sia una questione soggettiva. Sicuramente ci saranno persone che davanti ad una campagna del genere si potrebbero fermare a riflettere e cominciare il cammino che dovrebbe portarli a DECIDERE DI SMETTERE. Il punto di arrivo, a mio parere, resta quello: la decisione, ma una campagna di sensibilizzazione potrebbe essere un buon PUNTO DI PARTENZA.
E’ questo che intende essere “Io smetto così. Tra una sigaretta e l’altra può passare una vita”, una iniziativa ideata da Pfizer in collaborazione con la LILT, la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, per diffondere informazioni sui benefici di una vita senza sigarette e sui tanti metodi disponibili per smettere di fumare.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare i fumatori ancora convinti e aiutare quelli che già vogliono smettere dando loro informazioni, stimoli, consigli.
La campagna rimanda al sito www.iosmettocosi.it, molto utile per trovare informazioni e ricevere consigli, ovunque e in qualunque momento.
Sul sito è stato lanciato anche uno spot:
A sostegno della campagna è partito, inoltre, il “Giro d’Italia in Smart” un tour di guerrilla marketing - organizzato da T-Communications - durante il quale hostess e steward distribuiranno a passanti, abitanti e curiosi (fumatori e non) leaflet e gadget della campagna “Tra una sigaretta e l’altra può passare una vita”, illustrando i vantaggi di smettere di fumare e invitandoli a dire addio definitivamente al fumo, spegnendo “simbolicamente” l’ultima sigaretta nello speciale posacenere delle mini-vetture.
Io non ho smesso così, ma forse TU potresti…
Original post by Kawakumi
seen in Paris 2
Ottobre 28, 2007
nuove leggi di UE per il OGM Velib, le bici libere (primi 30 minuti,
allora 1 euro all’ora) a Parigi. I realmente grande ed idea del
sucessufull. La U deve usare la vostra carta di credito. in questo
modo è impossibile rubano le modifiche di technorati della bici:
Parigi, velib, greenpeace, velib, virale, vendita, video, ogm arc du
trionphe, del.icio.us viralavatar etichetta: Parigi, velib,
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